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Autocertificazione iperammortamento: l’analisi tecnica

Scritto da stefano

Per l’iperammortamrnto, nel 2020 divenuto credito di imposta, è un incentivo industria 4.0 che può essere utilizzato con autocertificazione di soddisfacimento dei requisiti. Ma è comunque consigliata, anche se non obbligatoria, una analisi tecnica. Che cosa deve esserci?

L’analisi tecnica è un documento che spiega come il bene risponda ai requisiti di legge. Per beni dal costo superiore ai 500.000 euro (300.000 dal 2020) è necessaria una perizia di un tecnico abilitato e normalmente il professionista fornisce assieme alla perizia anche l’analisi tecnica che la supporta.

Per chi fa autocertificazione è fortemente consigliato dotarsi di un’analisi tecnica per ogni bene che si vuole incentivare, fatta internamente o esternamente, che documenti come l’investimento soddisfi i requisiti di norma. Ma quali sono questi requisiti e che cosa devo trovare nell’analisi tecnica? Ecco i punti da verificare quando vi viene consegnata questa analisi per i beni che richiedono il soddisfacimento dei 5+2 requisiti.

Classificazione del bene

I beni incentivabili non sono tutti. Devono rientrare in specifiche categorie allegate alla legge di bilancio 2017. La prima cosa da verificare è quale categoria è stata scelta per il bene e se questa sia sensata. La classificazione permette anche di capire se il bene è nel gruppo che deve soddisfare i 5+2 requisiti che vediamo più sotto.

1. Presenza di PLC/CNC/microprocessore

Citando la legge: “controllo per mezzo di CNC (Computer Numerical Control) e/o PLC (Programmable Logic Controller)

Nell’analisi tecnica va verificato che sia scritto che cosa utilizza la macchina, per verifica diretta e/o per dichiarazione del produttore (allegando questa dichiarazione).

2. Interconnessione ed invio di programmi

Citando la legge: “interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program

Nell’analisi tecnica va verificato che sia spiegato come è effettuata l’interconnessione (con quali metodi fisici e quali protocolli) e come viene identificato univocamente il bene. Inoltre deve essere spiegato come il bene riceva in forma automatica istruzioni dal sistema informativo (su questo punto ci sono varie possibilità sia descritte nelle circolari sia lasciate all’interpretazione di che cosa sia una istruzione utile per il controllo del processo produttivo in senso generale).

3. Integrazione con il sistema informativo

Citando la legge: “integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo

Va verificato che sia spiegato come è stata implementata questa integrazione (sistema logistico è inteso in senso molto generale ovvero ingloba tutto quello che è di supporto al processo produttivo), se è stata scelta una integrazione di tipo informativo, fisico o machine-to-machine. Tra i metodi informativi possiamo trovare la raccolta dellos tato avanzamento lavorazione con aggiornamento dello stesso nel sistema di controllo produzione o la raccolta dei dati di funzionamento che alimenti il sistema di verifica delle performance della macchina (ed esempio l’OEE). In generale quello che raccogliamo dalla macchina deve permetterci di migliorare il nostro processo produttivo.

4. Interfaccia semplice

Citando la legge: “interfaccia tra uomo e macchina semplici e intuitive

Qui basta una semplice verifica che il pannello operatore sia facile da usare e adeguato alle condizioni di utilizzo.

5. Sicurezza

Citando la legge: “rispondenza ai più recenti parametri di sicurezza, salute e igiene del lavoro

Verificare di avere la dichiarazione CE o se è un’isola far fare la dichiarazione di conformità dell’isola.

6. Telemanutenzione

Citando la legge: “sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto

La cosa più semplice è assicurarsi che il fornitore possa in qualche modo connettersi da remoto alla macchina per fare una diagnosi (ad esempio su richiesta) e che sia scritto in analisi quale è questa metodologia di connessione, tra le tantissime possibili.

7. Sensoristica

Citando la legge: “monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo

Da verificare nell’analisi che sia stato riportato, normalmente, quanto dichiarato dal fornitore, o in via diretta o prendendo spunto dalla manualistica della macchina.

Seguendo i 7 punti sopra più quello della classificazione, diventa facile e veloce verificare che l’analisi tecnica contenga tutto quanto è necessario a sostegno dell’autocertificazione e fa da memoria quando dovesse essere necessario riprendere l’argomento a fronte di un controllo a distanza di anni.

Suggerimento bonus

La macchina che viene incentivata lo rimane per diversi anni, fino al termine dell’ammortamento o del credito di imposta. E’ intelligente quindi mettere una targhetta alla macchina per ricordare a chiunque la utilizzi che è un oggetto vincolato da alcuni requisiti che devono essere mantenuti. Inoltre, possibile modifiche alla macchina o alla sua integrazione, è bene documentarle e aggiungerle all’analisi tecnica per evitare che questa contenga informazioni ormai lontane dalla realtà (in 5 o più anni è improbabile che non avvengano modifiche di alcun genere…).


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