Notizie

Incentivi industria 4.0: manca la collaborazione

Scritto da stefano

A conclusione del terzo anno di incentivi per industria 4.0 (formalmente impresa 4.0) possiamo fare il punto su un elemento importante: come le PMI sia utilizzatrici che produttrici di beni strumentali abbiano collaborato per avere il massimo vantaggio dall’incentivo. Pochissimo.

Se il primo anno è stato un po’ travagliato nell’applicazione dell’incentivo industria 4.0, ci si aspettava che dal secondo anno in poi le linee guida ed i requisiti divenissero chiari sia agli utilizzatori che ai produttori innescando un meccanismo di collaborazione per sfruttare al massimo e con il minimo sforzo l’agevolazione.

Le paure del primo anno erano ovvie e dettate dai tanti dubbi e dalle risposte non sempre chiare o non sempre immediate. Ma un mea culpa va recitato: la maggior parte dei produttori non si era interessata ai contenuti della norma (che dettava vincoli ai loro prodotti) e la maggior parte degli utilizzatori pensava che fosse sufficiente acquistare una macchina con la “presa di rete Ethernet” per essere a posto quando invece riguardava la gestione del processo produttivo.

Dal secondo anno i requisiti erano ormai abbastanza chiari per i beni strumentali classici e ci si aspettava due cose:

  • gli imprenditori intenti a fare un investimento dovevano aver capito che si trattava di fare interconnessione ed integrazione e che per farlo servivano competenze e risorse che potevano essere pescate dal grande risparmio fiscale dovuto all’incentivo
  • i produttori dovevano aver capito che i loro beni per essere utilizzati nei termini dell’agevolazione dovevano avere dei precisi requisiti e delle predisposizioni e che senza sforzi immani potevano diventare una leva commerciale (oltre che essere agevolabili con le norme su ricerca e sviluppo)

C’era spazio per tutti, sia per migliorare sia per avere dei risparmi fiscali.

Si sarebbe quindi dovuta innescare una forma di “collaborazione” tra produttore ed utilizzatore per allinearsi sul nuovo paradigma di industria 4.0, pur se ad uno stadio larvale per i requisiti imposti dall’iperammortamento.

Invece le classiche barriere sono rimaste in piedi. E alla fine del terzo anno sono ancora lì.

Chi costruisce un bene strumentale non ha esteso la sue competenze domandandosi come questo venga utilizzato in modo interconnesso quando diventa parte di un processo produttivo. Quindi non ha risposto a domande semplici come:

  • quali dati mette a disposizione la macchina per automatizzare monitoraggi e controlli
  • come li rendo disponibili al mio cliente
  • cosa offrono gli standard in modo da semplificare il mio lavoro e quello di chi integra la macchina
  • dei 7 punti della norma, quali ho coperto e ho documentato per evitare che ogni cliente mi chiami facendo sempre le stesse domande

Chi compra il bene strumentale non ha esteso le proprie competenze per porre le domande giuste prima di acquistare, rimandando i problemi a fine anno quando è necessario stendere la perizia e quando si scopre che l’integrazione non è così facile da fare.

Probabilmente è il risultato di una evoluzione tecnologica spinta da una norma e non dal desiderio/necessità di innovazione (industria 4.0 è un concetto vecchio, non è una novità del 2017) per cui ci si è limitati al minimo sindacale per mettere in saccoccia qualche utile in più.

Il problema è che la trasformazione industria 4.0 non è legata all’agevolazione, ma continuerà con o senza incentivi.

Rimandare di inserire la digital trasformation nelle strategie aziendali quando sarà il mercato ad imporlo e non approfittare a piene mani ora che che ci sono le agevolazioni porterà a ritardi, perdita di competitività e costi ancora più alti per riallinearsi.

Quindi? E’ assolutamente il momento di creare dei tavoli di lavoro tra le varie figure del mondo imprenditoriale perché la vera potenza di questa trasformazione sono le interconnessioni che escono dall’azienda, non solo quelle informatiche che andiamo a creare all’interno. E non sono interconnessioni digitali, sono interconnessioni di competenze, di scambio di informazioni, di comprensione del processo produttivo nel quale vado ad inserire il mio prodotto e di come un processo produttivo debba essere modificato per sfruttare al meglio le nuove tecnologie.

Buon 2020!


Resta aggiornato, iscriviti alla newsletter

About the author

stefano

Leave a Comment