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Industria 4.0: imprenditoria o contabilità?

Scritto da stefano

L’incentivo dell’iperammortamento e le relative necessità di perizie ed analisi tecniche hanno creato una situazione anomala che vede il personale dell’amministrazione economica/finanziaria/contabile di una azienda seguire i rapporti con il tecnico che deve valutare l’idoneità dell’investimento. Errore già visto in passato e che ha prodotto pessimi risultati.

L’incentivo è destinato alle aziende che intendono iniziare o potenziare il loro percorso verso industria 4.0. Questo incentivo viene erogato attraverso le regole economiche dell’ammortamento e quindi legato ad uno o più macchinari.

La confusione, come abbiamo scritto più volte, si basa sull’idea che sia il macchinario ad essere incentivato “così come è” e non la trasformazione digitale che ne consegue.

Tutto ciò rischia di ridurre il piano impresa 4.0, almeno nella mente di molte aziende, ad una serie di adempimenti e pratiche fiscali che devono essere seguite dal rispettivo ufficio contabilità.

Per fare un paragone con il passato, non troppo lontano, e capire le possibili conseguenze di questa attribuzione errata di compiti, possiamo tornare ai primordi del web, vissuti ed esplorati personalmente con tantissime aziende.

Il web all’inizio (ma non troppo)

Quando si parlava di “fare il sito web”, in azienda il contatto era il consulente tecnico o il personale ICT. Il mandato arrivava dall’alto, “dobbiamo fare o rinnovare il sito” e veniva indirizzato al reparto ICT (perché il web è tecnologia). Il personale tecnico andava in cerca dei fornitori, stabiliva la struttura dei contenuti e le necessità della loro gestione. Addirittura l’indirizzo email di riferimento nel sito era webmaster@dominio.ext (cosa che si vede ancora, purtroppo).

La domanda che sarebbe stata da porre agli illuminati dirigenti dell’epoca era: “quando un cliente chiama al telefono per comperare un prodotto, chi risponde?”. O ancora: “quando un cliente manda una email per avere supporto su un prodotto, chi la prende in carico”?

Sia il telefono che la mail sono tecnologie, ma quello che conta è la loro natura di “canale di comunicazione”: ad un capo di questo canale c’è il cliente e all’altro capo ci si deve mettere la persona giusta, il pre-vendita o il post-vendita.

Il web era solo un nuovo tipo di canale, in buona parte mono-direzionale dall’azienda al cliente. Di conseguenza i veri responsabili del web non potevano che essere il pre-vendita ed il post-vendita e non di certo l’ICT dell’azienda.

E con industria 4.0…

Con industria 4.0 se “spinta” dell’iperammortamento, si sta in molti casi seguendo la stessa strada errata: il “responsabile” viene individuato nell’ufficio contabilità se non nel commercialista esterno ed eventualmente nel tecnico che deve occuparsi della connessione della macchina con il cavo di rete.

No. L’industria 4.0 è in capo solamente e indiscutibilmente all’imprenditore.  

E’ l’imprenditore che deve comprendere a fondo le potenzialità e le opportunità di questo cambiamento. E’ l’imprenditore che deve inquadrare i punti dove la digitalizzazione (indotta dalla nuova macchina) deve essere espansa anche a fronte di un investimento ulteriore. E’ l’imprenditore che deve coordinare questo percorso con i suoi dipendenti, con i suoi fornitori e con i suoi clienti.

Solo in questo modo l’accesso all’iperammortamento diventa facile e sicuro.

Fare i conti non basta

Demandare la questione dell’iperammortamento all’ufficio contabilità significa azzerare completamente la parte “impresa 4.0”.

Chi fa contabilità, giustamente, si occupa di controllare i costi e non vede alcun motivo per spendere nella modifica del gestionale, nell’introduzione di una gestione digitale del magazzino, nella connessione ed interscambio con i fornitori o con i clienti. Tutte queste attività, a bilancio, sono numeri nella colonna delle uscite. Solo un imprenditore chiama quella colonna, o alcuni numeri di quella colonna, investimenti strategici.

C’è quindi necessità di una visione differente quando si vanno a valutare gli incentivi per la trasformazione digitale delle aziende, siano essere l’iperammortamento, la ricerca e sviluppo o la formazione. Sono un mezzo per investire in innovazione, non per fare cassa e c’è da attendersi che sia questo il principio di fondo anche quando verranno effettuati i controlli (se dovesse essere questo lo spauracchio che ci induca a riflettere, ma speriamo di no…).


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stefano

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