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Iperammortamento e macchine a ciclo unico

Scritto da stefano

E’ uscita la circolare del 1 agosto 2018 da parte del MISE che dà ulteriori indicazioni sul requisito di interconnessione per macchine di tipo particolare ed ingegnerizzate per lavorare in ciclo continuo o con un processo standardizzato e che quindi difficilmente possono essere in grado di ricevere delle istruzioni (o per le quali abbia senso mandare delle istruzioni).

Il requisito numero 2 dell’iperammortamento richiede che l’interconnessione della macchina preveda anche l’invio di istruzioni o part program alla macchina stessa.

Chiaramente solo macchine che possono modificare il loro processo necessitano di un part program. Pensiamo ad un tornio CNC, pensiamo ad un sistema che realizza una ricetta per produrre un bene commestibile, pensiamo ad un  processo chimico dove sia ragionevole miscelare in quantità diverse dei componenti per ottenere prodotti diversi, pensiamo ad una pressa che deve applicare cicli diversi in funzione dello stampo o del materiale.

Ma esistono macchine che per il compito che devono svolgere non sono ingegnerizzate per ricevere istruzioni che ne cambino il comportamento. Addirittura diventa importantissimo che mantengano comportamenti assolutamente stabili (pensiamo ad esempio ad un forno fusorio che alimenta un processo di realizzazione di parti metalliche).

Altri tipi di macchine sono quelle che producono pezzi in modo standardizzato per lunghissimi periodi di tempo (a ciclo continuo). Queste possono essere convertite per una diversa produzione, ma la conversione non è un cambio di ricetta, ma un vero e proprio cambio di programma con il conseguente attrezzaggio.

Nell’industria ci sono tantissimi esempi di questo tipo, specie nell’ambito delle produzioni di massa di semilavorati che vengono poi resi prodotti finiti da altre aziende. Tra gli esempi possiamo trovare la trafilatura, la produzione di catene o reti metalliche standard dove non può essere cambiata la maglia, trattamenti termici, chimici o fisici standardizzati (magari in forza di normative e/o protocolli da applicare). Queste macchine hanno sempre sistemi interni che garantiscono l’aderenza allo standard da rispettare, spesso con controllo retroattivo, ma non possono cambiare il loro ciclo produttivo.

La circolare nella fattispecie chiarisce l’applicabilità dell’iperammortamento proprio a questa categoria di macchine, che risultano quindi in regola con il requisito numero 2 anche se non possono ricevere istruzioni.

Ma tutto questo a specifiche condizioni.

Le condizioni

Le condizioni che si applicano alle macchine che non sono progettate per ricevere istruzioni sono le stesse da applicare in generale, ma è importante rivederle per evitare di cadere nell’errore che con la circolare si possa incentivare anche beni che non hanno alcuna caratteristica 4.0.

Non è così.

Innanzi tutto i requisiti di presenza di un PLC, dell’interfaccia HMI semplice ed intuitiva, della tele-assistenza, della sensoristica intelligente restano e vanno soddisfatti. Il trapano a colonna in officina, quindi, non diventa magicamente incentivabile. Lo vado a scrivere esplicitamente perché c’è ancora molta confusione su quali siano i requisiti della macchina per poter accedere all’iperammortamento (e altrettanta su quale sia la trasformazione digitale che deve fare l’azienda – il macchinario non basta da solo).

Per soddisfare l’interconnessione la macchina deve inviare dati ai sistemi informativi, dati significativi per migliorare il processo produttivo/logistico dell’azienda. Questi dati vanno raccolti ed elaborati e trasformati in informazioni utili trasversalmente a tutto il processo produttivo.

Potremmo avere quindi informazioni per l’aggiornamento del magazzino in modo automatico, oppure per il controllo dell’efficienza della macchina con il calcolo dell’OEE (totale o parziale nel caso non sia disponibile il fattore qualità), o ancora per conoscere l’avanzamento di produzione senza dimenticare la possibilità di migliorare le attività di manutenzione.

Non mancheranno idee per altri tipi di integrazione e di utilizzi di questi dati, alle volte proprio bigdata, che sono lì gratuiti e pieni di informazioni interessanti.

In modo semplice

Per scriverlo in modo semplice e comprensibile, possiamo anche dire che non deve fare l’uomo quello che la macchina può già fare da sola una volta messa in rete e interconnessa con il resto della fabbrica.

Per facilitare il compito, pensiamo ad una macchina come un personal computer. Quando acquistiamo un PC la prima cosa che facciamo è “metterlo in rete”. Il PC fa già molte cose come entità isolata, ma una volta in rete il suo valore si moltiplica per 100. Lo stesso sta accadendo con le macchine: continuano a fare bene il loro lavoro, una volta in rete il loro valore (per l’azienda) aumenta ancora di più (e non servono grandi sforzi).


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stefano

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